Archive for October, 2009

Un alibi perfetto - la locandina italiana ed il poster spagnolo del nuovo thriller con Michael Douglas

Saturday, October 31st, 2009

Un alibi perfetto - la locandina italiana ed il poster spagnolo del nuovo thriller con Michael Douglas

Rifacimento del quasi omonimo L’alibi era perfetto, dramma noir diretto da Fritz Lang nel 1956, Un Alibi Perfetto (in originale Beyond A Reasonable Doubt) vede protagonisti Michael Douglas e Jesse Metcalfe, affiancati da Amber Tamblyn, Tony Bentley, Megan Brown e Michael Byrnes, per la regia di Peter Hyams (anche autore dello script).

C.J. Nicholas, giovane e ambizioso giornalista, indaga sul procuratore distrettuale corrotto Martin Hunter, facendosi passare per il maggiore indiziato di omicidio e finendo con l’essere incriminato e rimandato a giudizio dallo stesso procuratore, che ha scoperto l’inganno. Ad accompagnare C.J. in questa folle avventura, c’è il suo collaboratore che seguirà ogni sua singola mossa essendo l’unico in grado di dimostrare la sua totale innocenza. Tra il piano di C.J e le ambizioni del procuratore Hunter si intromette la giovane assistente del procuratore, Ella…

Qui c’è il trailer originale, mentre dopo il salto vi aspettano la locandina italiana e quella spagnola. Quale preferite? La pellicola arriverà sui nostri schermi il prossimo 13 novembre.

Un alibi perfetto - la locandina italiana ed il poster spagnolo del nuovo thriller con Michael Douglas

Un alibi perfetto - la locandina italiana ed il poster spagnolo del nuovo thriller con Michael DouglasUn alibi perfetto - la locandina italiana ed il poster spagnolo del nuovo thriller con Michael Douglas

Baciami Ancora - il teaser trailer del sequel de L’Ultimo Bacio

Saturday, October 31st, 2009

Baciami Ancora

A dieci anni di distanza da L’ultimo Bacio, il prossimo 29 gennaio 2010 debutterà nelle sale Baciami Ancora, nuovamente scritto e diretto da Gabriele Muccino ed interpretato dal medesimo cast di attori (con l’eccezione di Giovanna Mezzogiorno, sostituita da Vittoria Puccini).

Baciami ancora vede di nuovo insieme Stefano Accorsi, Claudio Santamaria (Paolo), Pierfrancesco Favino (Marco), Marco Cocci (Alberto), Giorgio Pasotti (Adriano), Sabrina Impacciatore (Livia), Daniela Piazza (Veronica). Nel cast anche alcune new entry: Valeria Bruni Tedeschi, Adriano Giannini e Primo Reggiani. Produce Domenico Procacci per Fandango.

Cliccate su continua per vedere il teaser trailer della pellicola e poi, mi raccomando, fermatevi un momento per dirci cosa ne pensate…

This is Halloween, buona festa da Cineblog!

Saturday, October 31st, 2009

Oggi è il 31 ottobre, la vigilia di Ognissanti e per chi ci crede anche la festa di Halloween.

La scena cult di oggi è dedicata a tutti quelli che stasera sceglieranno il loro costume più terrificante e festeggeranno la notte più terrificante dell’anno.

A loro è dedicata la bellissima This is Halloween tratta dal bellissimo Nightmare before Christmas firmato da Henry Selick e prodotto da Tim Burton.

Benvenuti a Zombieland: il trailer italiano

Saturday, October 31st, 2009

Benvenuti a Zombieland: il nuovo trailer italianoE’ stata una delle sorprese dell’anno. Solo in suolo americano Benvenuti a Zombieland ha già triplicato il suo budget di partenza, ovvero 23 milioni, e adesso si prepara a fare la sua uscita nel resto del mondo. Gli ultimi, al solito, potremmo essere noi italiani, che dovremo aspettare pare fino al 7 maggio 2010…

Accolto ottimamente da critica e pubblico (fate un giro su Imdb, su Rotten Tomatoes, su Metacritic o TwitCritics), il film è un’adrenalinica parodia action dello zombie movie, e narra la storia di Columbus e Tallahassee, due uomini che uniscono le proprie forze per contrastare gli affamati morti viventi. I due incrociano anche una coppia di sorelle (Wichita e Little Rock), artiste della truffa, in uno spericolata lotta on the road…

Diretto da Ruben Fleisher, vede fra gli interpreti Woody Harrelson, Jessie Eisenberg, Emma Stone ed Abigail Breslin. Arriva oggi la versione italiana del trailer internazionale che abbiamo visto questa estate: la potete vedere dopo il salto.

Anche su Ciak è New Moon mania

Saturday, October 31st, 2009

ciak novembreAnche Ciak ha ceduto e regala ai lettori Twilighters non una ma bensì quattro copertine legate al fenomeno New Moon. Quattro! E voi che vi lamentate con i post di Cineblog!

Se siete Twilighters troverete in edicola, per il numero di novembre, le quattro cover che vedete qui a fianco: Robert Pattinson (Edward Cullen), Kristen Stewart (Bella Swan), Taylor Lautner (Jacob Black) oppure il terzetto al completo. Naturalmente all’interno del giornale ci saranno servizi tutti dedicati a New Moon, nelle sale italiane dal 18 novembre. Qui trovate il trailer numero 3 del film.

Se invece non siete Twilighters, chiudete gli occhi e comperate solo il giornale.

Fonte: PiaceriForti, il blog di Piera Detassis, direttrice di Ciak

Il mio amico Eric: la locandina italiana del film di Ken Loach

Saturday, October 31st, 2009

il mio amico eric

Looking For Eric di Ken Loach uscirà in Italia il 4 dicembre con il titolo Il mio amico Eric.

Eric (Steve Evets) è un postino, è depresso perché la moglie lo ha lasciato e non sa più come andare avanti. Un giorno, dopo aver fumato una canna, gli appare Eric Cantona (interpretato da Eric Cantona in persona), ex calciatore e suo idolo da sempre…

Nel cast Steve Evets, Eric Cantona, Stephanie Bishop, Gerard Kearns, Stefan Gumbs, Lucy-Jo Hudson, Cole Williams, Matthew McNulty, Laura Ainsworth, Max Beesley, Kelly Bowland. Oggi vi regaliamo (dopo il salto) la locandina italiana del film, qui trovate il trailer originale.

Il mio amico eric poster italiano

Gabriele Muccino potrebbe tornare ad Hollywood. Questa volta con Gerard Butler

Friday, October 30th, 2009

Gerard Butler

Gerard Butler vuole Gabriele Muccino come regista del prossimo progetto targato Evil Twins, etichetta fondata poco più di un anno fa dall’attore scozzese assieme al suo amico e manager Alan Siegel (ed inaugurata con la produzione di Law Abiding Citizen). Il film si intitolerà Slide e le trattative sono in corso: a detta dello stesso Butler, l’interesse è reciproco.

Non è chiaro se il bel Gerard reciterà in Slide o se si limiterà a produrlo, ma - a giudicare dalla trama - sembrerebbe che il ruolo gli sia stato cucito addosso. Un ex giocatore di baseball cerca di riconciliarsi ed appianare i rapporti con la moglie ed il figlio da cui vive separato. Finirà con il diventare allenatore della squadra per la quale gioca il ragazzo, diventando allo stesso tempo l’oggetto del desiderio di ogni casalinga annoiata del vicinato.

Un’ottima occasione per Muccino di tornare ad Hollywood dopo il ben magro successo di Sette Anime. Voi che dite? Potrebbe essere il regista giusto per la commedia che Butler ha in mente?

Fonte: Cinematical

Silvio Berlusconi agli Oscar?

Friday, October 30th, 2009

berlusconi per l'oscar

Riceviamo una mail e la pubblichiamo per intero:

Forse qualcuno ricorda l’esordio in tv di Benigni nei panni di un critico cinematografico, in un programma di Renzo Arbore. Nello stesso ruolo abbiamo visto in questi giorni il presidente del consiglio, in un film al cinema Mexico, a Milano. L’apparizione di Silvio Berlusconi come critico cinematografico è uno dei momenti più belli del film, resa anche più gustosa perché recensisce un film di Fellini. E a nostro giudizio, il presidente del consiglio è molto più credibile e interessante di Benigni.

Fellini ha vinto 5 oscar, forse troppi. Anche Benigni ha vinto vari Oscar con “La vita è bella”. Noi crediamo che Silvio Berlusconi meriti un Oscar come miglior attore non protagonista nel film Di Me Cosa Ne Sai di Valerio Jalongo. Purtroppo, quando l’Italia deve nominare i suoi film per l’Oscar, la decisione è sempre influenzata politicamente dalla sinistra o dagli interessi delle grandi produzioni.

Per questo abbiamo deciso di inviare un appello direttamente all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences a Los Angeles per la nomination di Silvio Berlusconi come miglior attore non protagonista nel film “Di Me Cosa Ne Sai” di Valerio Jalongo. Se anche tu sei d’accordo sostienici. Diventa fan del gruppo su facebook. Più siamo e più in America ci dovranno ascoltare. Ecco l’appello, tradotto in inglese, che sarà inviato all’Academy insieme all’elenco dei sostenitori del gruppo su facebook.

“We strongly believe Silvio Berlusconi deserves an oscar nomination as a supporting actor in the film “DI ME COSA NE SAI” (What do you know about me) directed by Valerio Jalongo. His appearance as a film critic is one of the best moment of the movie.Unfortunately, when Italy has to nominate his films for Academy consideration the decision is influenced by politics and by the interests of major production companies. This is why we decided to appeal directly to the Academy of Motion Picture Arts and Sciences and ask that Silvio Berlusconi be nominated for BEST SUPPORTING ACTOR in the film “DI ME COSA NE SAI” (What do you know about me) directed by Valerio Jalongo.”

Ti ringrazio per l’attenzione, Antonella Colombo. Per vedere il video: www.berlusconixloscar.blogspot.com

No ragazzi, non stiamo scherzando. La mail è vera ed il sito esiste veramente. Non riesco però a capire se è una provocazione o una cosa seria…

Update: Come dico nei commenti, dopo la candidatura al Nobel per la Pace mi aspetto di tutto. (http://silvioperilnobel.sitonline.it/)

Ma la critica vede bene?

Friday, October 30th, 2009

macchina da scriverePasso uno strano momento riguardo la critica cinematografica. Leggo sui film e sul cinema in genere giudizi disparati, in qualche caso disperati (chi ha ragione? sono io lo stupido? o è “l’altro?”, sicuramente è “l’altro” dicono tutti). Mi sono chiesto: come sta questa benedetta o maledetta critica? Ci possiamo fidare? Il pubblico può fidarsi? Mah. Scrivo qualche riga in proposito. Forse così mi tolgo il rospo delle domande da dentro e riesco a metterlo davanti per giudicare meglio, e sottoporre queste righe agli amici di Cineblog e del cinema tour court. Cominciamo.

Non voglio fare nomi. Invento delle categorie abbastanza elastiche per dire quel che mi sta a cuore e cioè che della critica si potrebbe farne a meno, siamo tutti adulti e vaccinati, dopo oltre un secolo di cinema e oltre cinquant’anni di televisione.

Prima categoria. Adesso che Tullio Kezich non c’è più, questa categoria di veterani continua con altri, ma non senza difficoltà, ad esistere non tanto sui giornali ( da cui sono stati fatti fuori) quanto sulle riviste, nei cataloghi dedicati al cinema d’antan, di rado in tv o alla radio. Vi compaiono con contributi che, se consultati, possono dare buone sorprese.

Era una critica che con i suoi pregi e le sue debolezze (troppa tenerezza per il cinema italiano) cercava di capire il cinema e i film, mobilitando sensibilità e cultura. A volte prendendo cantonate colossali e altre restando prigioniera di schemi sociologici, ideologici, estetici, etc, vissuti passivamente, e anche opportunisticamente. Era una critica schierata sul piano politico e, a volte, ciò le conferiva una cecità pressoché assoluta.

Seconda categoria. Chiama in causa i cinquantenni. Persone che hanno in qualche caso preso il posto dei più anziani, spesso costretti alla pensione; e che hanno saputo aspettare. Essi vengono in genere dai cineclub dei grossi centri urbani ma anche della provincia. Hanno vissuto e vivono quella esperienza, quella avventura prima come rivoluzionari del nuovo, e poi come custodi del Fort Apache del cinema-cinema, del cinema dei cinefili, ultimo bastione contro la irruzione di linguaggi e sensibilità che non controllano più. I cinquantenni, alcuni, sono finiti nelle tv e assomigliano sempre più ad archivisti che si eccitano, o pretendono di eccitare, quasi esclusivamente di fronte a pezzi, pezzetti, frammenti del cinema che fu o pellicole spesso ciancicate di autori scomparsi, elitari, gelosi della loro arte e del loro prestigio.

Terza categoria. In questa categoria figurano coloro che sono cresciuti con le lezioni dei cinquantenni o giù di lì nei cineclub, nei festival da cineclub o anche un po’ più aperti, ma non troppo; e nelle università, facoltà di cinema e di scienze delle comunicazioni, imbottiti di semiologia, scienza che in genere non è stata insegnata loro in modo corretto e creativo.

Questo insegnamento sbagliato della semiologia si traduce in una lettura del cinema, dei film e della tv (tv movie o fiction) tutta intorcinata in un linguaggio criptico e specialistico, spesso fintamente acuto, che si rivela essere una gabbia. Ovvero, una gabbia lessicale e analitica che non esclude tanto il lettore delle critiche (recensioni o altro) quanto lo stesso film che viene ridotto a sola macchina di segni o segnaletiche.

Per ora questa è la terza categoria rampante, anche se in chiara sofferenza. Ovvero, si condannano a una autoreferenzialità tale in cui evidentemente vivono con beatitudine. Basta con le categorie, anche si potrebbe aggiungerne ancora un paio. Spero che le tre categorie sopra indicate trovino, nei componenti che le formano, una certa capacità autocritica, soprattutto per quanto riguarda la seconda e la terza ancora al potere. Spero che stia venendo su qualcosa di diverso, anche se non di nuovo nel senso privo di significato in cui naviga oggi la parola “nuovo”.

Quando scrivo nuovo voglio semplicemente augurarci che venga avanti una critica (critici) capace di idee fresche, meno irreggimentate, meno devote al conformismo novista, ultima spiaggia del conservatorismo.

Il nastro bianco - La recensione in anteprima

Friday, October 30th, 2009

Il nastro biancoIl nastro bianco (Das Weiße Band) Regia di Michael Haneke. Con Christian Friedel, Leonie Benesch, Ulrich Tukur, Ursina Lardi, Burghart Klaußner, Steffi Kühnert, Josef Bierbichler, Rainer Bock, Susanne Lothar, Branko Samarovski, Detlev Buck, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Jadea Mercedes Diaz, Sebastian Hülk, Michael Schenk, Leonard Proxauf, Theo Trebs, Fion Mutert, Michael Kranz, Maria-Victoria Dragus, Levin Henning, Johanna Busse, Yuma Amecke.

1913. Un paesino di campagna del nord della Germania viene turbato da alcuni strani eventi. In un primo momento sembra si tratti di incidenti fortuiti, presto appare evidente che qualcuno è responsabile di ciò che sta accadendo. Un cavo teso tra due alberi provoca il disarcionamento del medico, un fienile prende improvvisamente fuoco, due ragazzini vengono rapiti e torturati. Nella piccola comunità cominciano a sorgere i primi sospetti, sono in tanti a essere convinti di avere motivi fondati per credere di sapere chi sia il responsabile, ma questo non viene alla luce cominciano a per far inciampare il cavallo del medico, un fienile viene incendiato, due bambini rapiti e torturati. Il maestro del villaggio ha una sua teoria ma il resto degli abitanti del villaggio non sono disposti nemmeno a prenderla in considerazione. Una terribile verità si cela sotto il silenzio di una comunità complice dei delitti.

Haneke, dopo aver tentato la via americana con il remake di Funny Games, torna nel vecchio continente per girare un film profondamente europeo. Il ritorno sui suoi passi, corrisponde per Haneke al racconto di alcuni piccoli episodi ambientati in un villaggio contadino che possono essere letti come una durissima metafora di quello che sarebbe successo nei decenni successivi in Germania. Una volta ancora le immagini del film sono una lucida e spietata analisi di un microcosmo e delle relazioni umane che vengono intessute nel suo interno.

Attraverso un gelido bianco e nero, quasi come se Haneke avesse imparato la lezione da Ingmar Bergman, Michael Haneke osserva con l’attenzione di un entomologo le azioni e le reazioni di piccoli personaggi che nel loro essere posseggono gli elementi che il popolo tedesco dimostrerà con gli anni che seguiranno. Un luogo ristretto, un numero ben definito di personaggi, alcuni episodi inquietanti che turbano la pace ma che sono sintomo di un virus covato dall’organismo sociale, sono gli elementi fondamentali su cui si muove il demiurgo Haneke. Sebbene il motore narrativo della vicenda sembri quello che riguarda la ricerca e la scoperta del responsabile degli episodi di violenza verificatisi nel villaggio, Haneke preferisce dipingere un ritratto totalmente desaturato (non a caso monocromatico) di una società che porta in seno i germi della cattiveria di quello che esploderà nel nazismo.

La rigida gerarchia del paese, le usanze e le tradizioni imposte come un volere divino, provocano un rigido distacco tra classi sociali differenti ma anche tra diverse generazioni. I rapporti intergenerazionali infatti sono vissuti solo come autorità e sopruso, scarnificando completamente ogni rapporto umano. Così anche i ragazzi si comportano con gli adulti in modo freddo e distaccato. I giovani sembrano vivere in branco, con una solidarietà e una ferocia inimmaginabile. Bisogna ricordare che i bambini del 1910 sono i quarantenni che hanno costituito il mito della Grande Germania nazista prima della Seconda Guerra Mondiale.

Il nastro bianco che da il titolo al film è una punizione che il Pastore del villaggio impone ai due figli in modo da simboleggiare la purezza che sconfigge il peccato e la necessità di ottenerla per raggiungere la completa maturità. Michael Haneke non cerca alcuna purificazione perché possiede la consapevolezza storica che quegli stessi bambini si trasformeranno in soldati, S.S. e gerarchi nazisti di cui non si può avere alcuna pietà.

Haneke realizza così un capolavoro psicanalitico degno del maestro Bergman, un film durissimo e spiazzante, lontano dalle logiche commerciali ma che è valso una meritatissima Palma d’Oro al Festival di Cannes 2009. Non un film per tutti, però.

Il nastro bianco uscirà nelle sale il 30 ottobre.

Voto Carlo 8,5