Archive for November, 2009

Il trailer di Universal Soldier: Regeneration

Thursday, November 26th, 2009

Ecco il trailer del nuovo Universal Soldier, ribattezzato Regeneration, che vede tornare Jean-Claude Van Damme e Dolph Lundgren nei panni di soldati “rigenerati”, a 17 anni dal primo film! Questi ragazzi sembrano davvero immortali anche se… dal filmato scopriamo che stavolta avranno un ruolo marginale, soprattutto Lundgren. Il vero protagonista è infatti il lottatore UFC Andrei “The Pit Bull” Arlovski, mentre la regia è affidata a John Hyams, figlio del più famoso Peter.

L’azione non manca e la trama “tamarra” mette nel calderone diverse questioni: un cattivone ceceno che vuole far saltare in aria (ancora!) Chernobyl. Una nuova generazione di UniSol, potente quanto instabile, e il ritorno del folle sergente Scott (Lundgren) clonato dall’originale.

Il film uscirà direttamente per il mercato home video, distribuito da Sony Pictures.

Extended trailer per Eagle Path con J.C. Van Damme

Thursday, November 26th, 2009

E’ stato pubblicato oggi un trailer esteso del nuovo film di Jean-Claude Van Damme, il thriller Eagle Path

La storia (originalissima) di un veterano di guerra e ex mercenario di nome Frenchy (Van Damme) che lavora come tassista (ma non l’ho già sentita?). L’uomo vive in qualche luogo disperso dell’Asia Orientale, nascondendosi dal suo passato. Un giorno però sul suo taxi sale una bellissima donna che cambierà il destino della sua vita. Assalito dai suoi oscuri ricordi di bambino (pure questi!) sceglie di partire per un viaggio molto più pericoloso di quello che potrebbe immaginare.

Eagle Path vede Van Damme anche in cabina di regia. Che bello sapere che certe cose non cambiano mai, ne’ in bene, ne’ in male!

La cosa giusta: cinque domande al regista Marco Campogiani

Thursday, November 26th, 2009

la cosa giusta locandina italiana Esce nelle sale domani 27 novembre il film italiano La cosa giusta (qui potete leggere la trama e vedere il trailer). Abbiamo chiesto a Marco Campogiani, il regista, di rispondere a cinque domande.

1. Chi è Marco Campogiani?
Scrivo sceneggiature cinematografiche, spesso insieme a Giovanni De Feo. In passato ho studiato a lungo filosofia, poi ho pensato che la cosa che mi piaceva di più era scrivere storie per il cinema. Non è stata un’idea geniale: non è facile per niente, ci provo, guadagno poco, il mio primo film da regista sta uscendo in 4 sale. Al 99% verrà affossato, per evitare questo rispondo alle domande di CineBlog e mi sbatto a destra e manca come posso.

2. Ci racconti del film?
No. Il film si vede, non si racconta, altrimenti, appunto, basterebbe scrivere un racconto, che sarebbe anche più facile e non avrebbe il problema di uscire nelle sale. Non è male, però. Il pubblico ride. Andatelo a vedere, oppure leggete la sinossi in qualche sito online, ma non quella di film.tv.it, che è sbagliata, e poi lì scrivono che il film è girato in Marocco, che il protagonista è marocchino, ma noi siamo effettivamente stati in Tunisia, lo giuro, e Ahmed Hafiene è tunisino (dettaglio).

cast la cosa giusta

3. Come è stato scelto il cast?
Abbiamo dato la sceneggiatura ai tre attori principali e quando loro hanno detto di sì.

4. Perché dovremmo andare a vedere La cosa giusta? Dacci cinque buoni motivi.
Perché 5? Non dirò che il film è bello. Troppo facile, e poi è vero che, come si dice popolarmente, “chi si loda s’imbroda”. Vi dico solo quello che ho visto, quello che ho sperimentato, cercando di essere abbastanza onesto e oggettivo: il film è stato proiettato, a Torino, durante il recente Festival, in 3 occasioni. Io c’ero, e ho visto che gli spettatori in sala seguivano la storia e ridevano molto, nei momenti in cui, in sceneggiatura, avevo effettivamente l’intenzione di far ridere. Ho visto persone, e non sono miei parenti, piegarsi in due per le risate. Io l’ho visto, questo, ne ho fatto esperienza, Ho sentito come risponde una sala cinematografica, alla proiezione di questo film. Risponde bene. Di conseguenza ritengo probabile che il film possa effettivamente piacere. Che il film funzioni. Ritengo inoltre probabile che gli spettatori, di norma, vogliano vedere film che funzionano, che possono piacere. Per cui, ne concludo, potrebbe valere la pena andarlo a vedere, se gli spettatori soltanto sapessero che questo film esiste ed è effettivamente in sala.

5. Mi hai detto che la distribuzione nelle sale sarà scarsa, come funzionano queste cose? Ci puoi illuminare?
No. Non vi posso illuminare, sono privo di luce anch’io. E’ come chiedere a Joseph K., il protagonista de Il processo di Kafka, qual era la colpa di cui era accusato.

Gianni Amelio accanto a Johnny Depp per Emir Kusturica?

Thursday, November 26th, 2009

Johnny Depp Emir Kusturica Gianni Amelio

Ecco un accostamento davvero inedito e potenzialmente interessante: Johnny Depp sullo schermo affiancato da Gianni Amelio - per la prima volta in veste di attore - per la regia del bosniaco Emir Kusturica. Sembra quasi un pesce d’aprile fuori stagione, eppure è vero. In occasione della presentazione della versione integrale (sette ore) di Underground (trionfatore al Festival di Cannes nel 1992) al Torino Film Festival la scorsa settimana, Kusturica ha proposto ad Amelio, neo direttore del Festival, di fare parte del suo film.

“Ve ne racconto una – dichiara Amelio sulle pagine de La Stampa - alla fine della grande festa di sabato sera, per la chiusura del TFF, Kusturica mi ha preso sotto braccio per farmi una proposta che non mi sarei mai aspettato: mi ha offerto una parte nel suo film su Pancho Villa, a fianco del protagonista Johnny Depp. Ma si rende conto? Alla mia età, dopo 45 anni trascorsi dietro la macchina da presa, mi propongono di fare l’attore! Le confesso che la cosa mi tenta non poco, Emir è un grande regista, certo è che non saprei da dove cominciare!” chiosa il regista.

Le riprese di Seven Friends of Pancho Villa and the Woman with Six Fingers - questo il titolo del film - non prenderanno il via prima del 2011, vista l’agenda fitta di impegni cinematografici di Johnny Depp, quindi Gianni Amelio potrà prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno per maturare una decisione e dare una risposta al collega Kusturica.

Speciale Film di Natale - Disney e Dickens prima di A Christmas Carol

Thursday, November 26th, 2009


Manca ormai meno di un mese a Natale e aspettando l’arrivo nelle sale di A Christmas Carol, il nuovo film in motion capture di di Robert Zemeckis con Jim Carrey nei panni dell’arcigno taccagno Ebenezer Scrooge, ho pensato di curiosare nella memoria storica del cinema per scoprire quante versioni esistono del celebre romanzo omonimo di Charles Dickens.

Ovviamente il primo pensiero che mi è venuto in mente è al bellissimo film di animazione, firmato Disney, dal titolo Il canto di Natale di Topolino. Realizzato da Burny Mattinson nel 1983 questo splendido corto animato racconta in modo molto fedele l’avventura di Scrooge (interpretato da uno splendido Paperone) alla scoperta del senso del Natale.

La seconda parte del film dopo il continua.

Il riciclaggio di Paul W.S. Anderson per Resident Evil e Alien Vs. Predator

Thursday, November 26th, 2009

Alien VS Predator VS Resident Evil

In fase di recensione nessuno sottolineò le fortissime similitudini tra Alien VS Predator (2004) e Resident Evil (2002) quindi lo facciamo noi, oggi, per la rubrica Cloni e Citazioni. Ovviamente non si può parlare di “plagio” quando il regista rimane lo stesso (Paul W.S. Anderson) ma sicuramente ci troviamo di fronte ad un riciclaggio di idee. Non vi pare?

Tane
La labirintica base sotterranea da esplorare è una costante. In RE è rappresentata da un laboratorio chiamato Alveare mentre in AVP è un tempio Maya.

Trappole
I protagonisti devono sempre vedersela con delle trappole mortali, oltre che con i mostri. Trappole che sono iper-tecnologiche in RE e ingegnosamente primitive in AVP.

Capitani
A capo del team armato c’è sempre lo stesso attore (Colin Salmon) e il suo tostissimo personaggio non sopravvive mai oltre il primo tempo.

Affettati
Oltretutto, il povero Salmon finisce sempre allo stesso modo! Affettato da una “rete” che è laser in RE e acida in AVP.

Amazzoni
Nelle due pellicole action la protagonista assoluta è sempre una fanciulla bella quanto combattiva.

The End
Finale aperto per ambedue i film che poi, come tutti sappiamo, hanno generato tanti altri “versus” più o meno riusciti.

Roman Polanski è libero: pagata una cauzione di 3 milioni di euro

Thursday, November 26th, 2009

roman polanski libero su cauzione

Roman Polanski è uscito dal carcere ed ora è agli arresti domiciliari. Il regista ha pagato una cauzione di 3 milioni di euro ed ora si trova in uno chalet di Gstaad, in Svizzera, con un braccialetto elettronico in modo da essere controllato.

Polanski era stato arrestato il 26 settembre scorso a Zurigo con l’accusa di aver stuprato nel 1977, negli Stati Uniti, una ragazza di 13 anni. Lui si è sempre difeso dicendo che lei era consenziente.

Le polemiche su questo fatto continueranno ad infiammare gli animi… vero lettori?

Amabili Resti - The Lovely Bones: Recensione in Anteprima

Thursday, November 26th, 2009

Amabili Resti - The Lovely Bones: Recensione in AnteprimaAmabili Resti (The Lovely Bones, Usa, 2009) di Peter Jackson; con Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Susan Sarandon, Stanley Tucci, Michael Imperioli, Saoirse Ronan, Jake Abel, Amanda Michalka, Thomas McCarthy, Reece Ritchie, Nikki SooHoo, Rose McIver, Zachary Gordon, Anna George, Andrew James Allen, Robyn Malcolm.

La trasposizione impossibile. C’era un’attesa quasi spasmodica nei confronti Amabili Resti, film di Peter Jackson tratto dall’acclamato best-seller di Alice Sebold. Difficilissimo era riuscire a portare sul grande schermo il limbo vissuto da Susie Salmon, quattordicenne barbaramente uccisa e pronta a vegliare dall’alto, prima di arrivare in Paradiso, la propria amata famiglia. Perennemente in bilico tra realtà ed aldilà, il romanzo di Alice Sebold, strizzando l’occhio al noir, ci portava in un onirico viaggio sul concetto della vita dopo la vita, riuscendo in maniera sublime a costruire personaggi e rapporti familiari estremamente convincenti.

Come far diventare tutto questo ‘cinema’, senza dimenticare la voce fuori campo che ci racconta la storia, della stessa Susie Salmon, che ci parla dall’alto dei cieli? Su Peter Jackson pendevano quindi difficoltà non indifferenti, in parte quasi tutte suparate. Amabili Resti non è infatti il capolavoro annunciato, ma un film potente, capace di volare altissimo in alcuni momenti, grazie ad una regia d’autore e ad un cast pazzesco, dominato da un fantastico Stanley Tucci, in odore di Oscar…

Un’adolescenza felice. Un amore finalmente ricambiato. Un primo bacio sognato giorno e notte. Una passione, per la fotografia, improvvisamente sbocciata. Una famiglia amorevole, felice, affiatata. Una vita da vivere ancora in tutta la sua interezza, fino a quando un vicino di casa non ti uccide barbaramente, a soli 14 anni. Un omicidio che distrugge non solo te, ma anche chi ti stava intorno, volendoti bene. Per questo finisci in una vera e propria ‘terra di mezzo’, tra cielo e terra, in un camaleontico e magico limbo dove puoi ancora vegliare sui tuoi cari, indirizzandoli verso la verità, verso colui che ti ha tolto la vita, in modo che non possa fare ad altri ciò che ha fatto a te. Un mondo misterioso da dove poter ammirare gli amabili resti cresciuti intorno alla tua assenza, dolce Susie Salmon

Un film sulla morte, sulla vita, sull’amore incondizionato di un padre nei confronti della propria figlia, sui sogni di una bambina di 14 anni, sulla malvagità umana, un film sul destino e su come questo riesca ad influire sulla nostre esistenze, un film sul dolore e su ciò che da quel dolore può uscire di buono. Tutto questo e molto altro è Amabili Resti di Peter Jackson, riuscito, difficilissimo ma non esaltante ritorno in sala del Re del Signore degli Anelli.

Tecnicamente praticamente perfetta, la pellicola si perde dal punto di vista dell’emotività, riuscendo ad arrivare in maniera meno evidente al cuore e allo stomaco dello spettatore, se paragonata al romanzo originale. Jackson regala momenti di grandissimo cinema, volando alto con la fantasia nel dover rappresentare l’onirico limbo in cui finisce la piccola Susie, riuscendo tra l’altro a mantenere quello strato noir a tinte thriller, alternato al lato fortemente drammatico, che caratterizza la storia scritta da Alice Sebold, perdendosi però a volte per strada e dilungandosi nell’eccessiva durata.

L’impeccabile lavoro sui costumi, sulle scenografie, sulla cupa, solare, paradisiaca e minacciosa fotografia, sugli effetti speciali e sulla sceneggiatura, ben calibrata tra voce fuori campo di Susie che ci racconta gli avvenimenti e gli stessi avvenimenti, che si alternano al suo racconto, è evidente, tanto da meritare un sentito plauso. Manca però quel qualcosa che avrebbe reso il film un vero gioiello, tanto da lasciare quasi l’amaro in bocca per la sua non voluta incompiutezza. Il ‘legame’ tra il limbo di Susie e il mondo reale non è del tutto riuscito, così come non convincono le apparizioni della piccola Susie, ormai morta, tra gli umani. Qui, dal punto di vista dello script, qualcosa è mancato, finendo per dare una spiacevole sensazione di ’slegatura’, se non di pesantezza narrativa.

In stato di grazia tutti gli attori principali, decisamente sopra i loro standard abituali. Convincente e commovente la piccola e bravissima Saoirse Ronan, che si conferma dopo l’exploit in Espiazione (candidata all’Oscar a 13 anni). La sua Susie sembra uscita dalle pagine del romanzo, dolce, sognatrice, innamorata, sofferente ed ingenua 14 enne, con quegli occhi azzurri che bucano letteralmente lo schermo. In parte anche Mark Wahlberg e Rachel Weisz, genitori distrutti dalla morte della propria amata figlia. Wahlberg, soprattutto, conferma tutte le proprie capacità drammatiche, sottolineate ancora una volta da un’inedita Susan Sarandon, nonna ubriaca e cattivo esempio vivente per i dolci nipotini, fino a quando la morte non si abbatterà sulla famiglia, apparentemente perfetta, trasformandola nell’unica ad avere un minimo di giudizio.

A stupire però, finendo per stare una spanna sopra tutti gli altri, è Stanley Tucci. Il suo diabolico assassino colpisce nel segno, evitando di finire nel clichè del genere, regalando una performance esaltante. Il suo parlare sbiasciato (in lingua originale), la sua risata luciferina, gli occhi di ghiaccio che trasudano una lucida ed insensata follia, sono da Oscar. Tucci da anni non sbaglia più un film, è arrivato il momento di premiarlo come merita, soprattutto dopo questa spaventosa interpretazione. Ciò che ne resta è un film unico nel suo genere, visti i tanti generi trattati, toccati con mano e miscelati tra loro, ben amalgamati da una regia che trasuda capacità e da una colonna sonora che, strizzando l’occhio al new age, riesce perfettamente a dimenarsi tra tensione, commozione e mondi a noi sconosciuti.

Portare in sala The Lovely Bones era quasi impossibile. Peter Jackson c’ha provato e c’è quasi riuscito, lasciando purtroppo tanti ed emozionanti amabili resti allo splendido romanzo originale…

Uscita in sala: 5 febbraio

Voto Federico: 7+

Baci gay sul grande schermo

Thursday, November 26th, 2009

Brokeback Mountain

Baci appassionati fra due donne o due uomini non sono facilissimi da vedere al cinema. Si raccontano storie di amori omosessuali, ma scene di baci gay sono relativamente poche.” Questo è l’incipit di un interessante post pubblicato ieri dai cuginetti di Queerblog, che ripercorre - dagli anni ‘30 ad oggi - alcune delle più celebri scene di bacio viste sul grande schermo. Dalla Marlene Dietrich di Marocco, alla coppia Gordon Warnecke-Daniel Day-Lewis di My Beautiful Laundrette, passando per Catherine Deneuve-Susan Sarandon in Miriam si sveglia a mezzanotte, fino ad arrivare al bellissimo, chiacchieratissimo, (censurato) bacio fra i due cow-boy di Brokeback Mountain, Heath Ledger e Jake Gyllenhaal.

Alla carrellata di baci cinematografici proposta da Queerblog, io aggiungerei quelli di Paul Verlaine e Arthur Rimbaud, interpretati da David Thewlis e Leonardo DiCaprio in Poeti dall’Inferno; o quelli dati da Sean Penn a James Franco in Milk. Senza dimenticare quelli - già tanto chiacchierati prima ancora di essere stati visti al cinema - fra Jim Carrey e Ewan McGregor in I Love You, Phillip Morris. Senza dimenticare che anche Robert Pattinson nell’imminente Little Ashes, potrebbe riservarci qualche sorpresa; e senza nemmeno arrivare fino alle provocazioni di Sacha Baron Cohen e dei baci ardenti che il suo Brüno scambia con il proprio assistente nella gabbia della scena finale del film.

Voi che dite? Quali sono i più appassionati baci cinematografici, i più teneri, i più sexy, quelli che vi hanno maggiormente colpito, quelli degni di essere ricordati e rivisti?

10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei

Thursday, November 26th, 2009

10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei

Esce domani 27 novembre al cinema la commedia drammatica italiana Meno male che ci sei diretta da Luis Prieto con Stefania Sandrelli, Claudia Gerini, Marco Giallini, Alessandro Sperduti, Chiara Martegiani, Gledis Cinque, Guido Caprino.

Il film racconta il rapporta tra Allegra (Chiara Martegiani), un’adolescente, e Luisa (Claudia Gerini) una trentenne che da anni ha una relazione con il padre della ragazzina. Quando i genitori di Allegra muoiono, le due si avvicinano sempre di più. Allegra inizia una storia d’amore con Gabriele (Alessandro Sperduti), suo coetaneo e compagno di scuola, Luisa si innamora di Giovanni (Guido Caprino), un affascinante quarantenne.

Avete già visto alcune foto qui insieme alle locandine, e qui il trailer, oggi vi regaliamo altre 10 immagini. Andrete a vederlo?

10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei
10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei

10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei10 foto dal film Meno Male Che Ci Sei